Lo scorso 11 agosto è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 9 agosto 2018 n. 96 di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge n. 87 del 12 luglio 2018, c.d. Decreto Dignità (qui la nostra analisi del D.L. 87/2018).

In tema di contratti a tempo determinato, la Legge di conversione conferma sostanzialmente la nuova disciplina di cui al D.L. 87/2018, introducendo tuttavia una importante modifica, cioè la previsione di un periodo transitorio rispetto all’applicabilità delle nuove regole, le quali, in base alla versione originaria del D.L. 87/2018, si applicavano immediatamente non solo ai contratti stipulati dal 14 luglio 2018, ma anche alle proroghe e ai rinnovi dei contratti in corso alla medesima data.

Mediante quindi la modifica dell’art. 1 co. 2 del D.L. 87/2018, la Legge di conversione dispone che le nuove regole sui contratti a tempo determinato, introdotte dal co. 1 dell’art. 1 del Decreto Dignità, si applicano ai contratti sottoscritti successivamente al 14 luglio 2018, nonché ai rinnovi e alle proroghe successive al 31 ottobre 2018.

Pertanto, fino a tale data, i contratti a termine stipulati prima del 14 luglio 2018 saranno soggetti alle vecchie regole in materia di proroghe e rinnovi, senza quindi obbligo di causale in caso di superamento della durata di 12 mesi e con la possibilità di ricorrere complessivamente a cinque proroghe e raggiungere la durata massima complessiva di 36 mesi.

A seguito della Legge di conversione, quindi, i regimi attualmente possibili per i contratti a tempo determinato sono quattro:

  • i contratti stipulati, prorogati o rinnovati prima del 14 luglio 2018, data di entrata in vigore del Decreto Dignità, continuano ad essere soggetti alla vecchia disciplina;
  • nel caso di un contratto stipulato prima del 14 luglio 2018, il rinnovo o la proroga, se effettuati dopo il 14 luglio ma prima dell’entrata in vigore della Legge di conversione (12 agosto 2018) sarebbero soggetti, in assenza di specifiche previsioni a riguardo, alle disposizioni del Decreto Dignità;
  • se tale rinnovo o proroga avviene invece successivamente al 12 agosto, allora si applica pacificamente il regime transitorio introdotto dalla Legge di conversione, con la vecchia disciplina valida sino al 31 ottobre 2018;
  • ai contratti stipulati per la prima volta dopo il 14 luglio, invece, si applica integralmente la nuova disciplina introdotta dal Decreto Dignità.

Cosa accadrebbe invece nel caso di una proroga anticipata di un contratto a tempo determinato in scadenza successivamente al 31 ottobre 2018, stipulata quindi prima di tale data? Varrebbe la disciplina applicabile al momento della stipulazione della proroga stessa (quindi la vecchia disciplina) o quella applicabile al momento in cui la proroga avrà effetto (quindi la disciplina di cui al Decreto Dignità)? Secondo i principi generali dovrebbe rilevare la data di stipulazione dell’atto negoziale (cioè della proroga), ma in assenza di esplicite previsioni da parte della Legge di conversione, sul punto il rischio di contenzioso è alto.